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SU DI LUI

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FRANCO POMPELE Fisarmonicista

"Raffaele aveva la capacità di intrattenere rapporti con persone di tutti gli ambiti. A tutti proponeva la musica popolare con un repertorio che spaziava dal ricco patrimonio dell’oltrepò pavese, alla musica occitana, a quella delle valli bergamasche e bresciane, alle danze medioevali, alle scottische e bouree francesi, alle tunes irlandesi con il tipico approccio del cantastorie di cui scherzosamente si dichiarava ultimo esponente della stirpe. Sicuramente molti di questi rapporti erano dovuti anche all’attività culturale e di ricerca sulle tradizioni popolari sia del suo territorio che di tradizioni incontrate nel suo percorso musicale. Nel 2007, ho avuto modo di seguire da vicino una di queste ricerche con la riproposizione di una antica tradizione milanese “il tredesin de marz”, di cui Raffaele era stato uno dei promotori. Per l’occasione Raffaele aveva curato una ricerca sulle origini della festa e contribuito ad organizzare una rievocazione storica riproponendo il percorso per le strade di Milano di San Barnaba, cui la tradizione attribuisce la conversione al cristianesimo della città. A questa tradizione, Raffaele dedicò una pubblicazione dal titolo “Le feste del popolo milanese” che conservo gelosamente nella mia biblioteca. In questi quindici anni abbiamo suonato insieme nelle siuazioni più disparate, piazze, chiese, sagrati, convegni, feste dell'estate, rievocazioni  storiche, mercatini natalizi. In questi anni ho poi scoperto anche il Raffaele Nobile poeta. Fu quando mi chiese di aiutarlo ad impaginare al computer “Scarabocc” una sua raccolta di poesie in dialetto vogherese. Leggendole scoprii un’altra sfaccettatura del carattere di Raffaele, una sottile vena malinconica che sembrava contrastare con l’immagine di allegro istrione di quando suonavamo insieme. Ma poi ho capito che era una delle dimensioni della sua grande umanità".

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PIERLUIGI CROLA Storico e attivista della Credenza di Sant'Ambrogio di Milano

"Un grande amico personale e della Credenza (di S. Ambrogio) un artista “unico” per i tempi in cui viviamo.  E proprio a Raffaele, che aveva appena finito di collaborare con me per una traduzione di un sonetto del Porta tradotto in vogherese, è dedicato il mio prossimo libro, con la seguente motivazione: all’amico Nobile Raffaele, uomo semplice, ma profondo. Semplice sia nel modo di vestire che nel comportarsi, in quanto persona molto alla mano, ma allo stesso tempo profondo in quanto dotato di un certo spessore culturale in vari ambiti della cultura delle nostre radici. Ricercatore in campo musicale, oltre che provetto violinista, letterario e linguistico, aveva anche un’altra rara dote, che specialmente ai nostri tempi, caratterizzati dall’affermarsi di opportunismi ed egoistici interessi personali, è merce rara: il valore primario degli ideali, rappresentato nella diffusione delle nostre radici a qualsiasi latitudine e non certo per motivo di lucro. Con lui se ne va un amico, ma anche un grande divulgatore silenzioso, che svolgeva questo delicato compito senza ostentazioni, ma conscio della importante missione del suo lavoro. E mi piacerebbe che per ricordarlo, a partire dal prossimo concorso di poesie e prosa, venisse organizzato un analogo concorso dedicato alla musica e alle canzoni della nostra lingua, a lui dedicato. Raffaele vàrda giò e insegna a la nòstra Madonina i paròll e la musica de la tòa Dòna lombarda. Se vedom!".

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ERMINIA DELL'OROScrittrice

"Ho avuto l’onore di incontrare, molti anni fa, Raffaele Nobile. Persona di grande umanità, sensibilità, cultura. Musicista, cantastorie e tanto altro, affascinava il pubblico con il suo magico violino e le tante storie e ballate che hanno attraversato la storia di Milano. Raffaele, sempre disponibile, era un artista di grande talento, ma non ha mai cercato il successo. Meritava molto di più di quello che ha avuto, anche se a ricordarlo e a rimpiangerlo siamo davvero in tanti. Spero che la sua città voglia ricordarlo. Sarebbe un giusto e dovuto riconoscimento".

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AMEDEO ANELLI - Direttore della Rivista internazionale di Poesia e Filosofia "Kamen"

"Ci mancherà con il suo violino “danzante”. Col suo strumento compagno fedele di molte presentazioni di poeti a Milano e non solo. Dalla Permanente ai tempi della direzione di Guido Oldani, alle Librerie Mursia e Tadino e in molti altri luoghi. E l’ultimo incontro il 29 ottobre 2019 alla Società Operaia di Mutuo Soccorso, la storica associazione proprio alla presentazione dell’ultimo libro La guancia sull’asfalto di Oldani a Lodi con un pubblico attento e qualificato, affascinato anche dalla narrazione e dalla ballata di Raffaele.

Etnomusicologo nella migliore tradizione di Roberto Leydi, ci mancheranno le sue Monferrine, i Walzer, le Giga e tutto il repertorio ormai affidato a rare registrazioni, quali ad esempio L’Albero di canto".

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ALESSANDRA PAGANARDI - Poeta

Raffaele, il folletto che amava la poesia

"In un mondo che ha smarrito gli dei, la musica di Raffaele Nobile incarnava l’anima di quell’angolo magico di Appennino incuneato fra l’Oltrepo pavese e le famose “quattro province” a tre a tre confinanti. Fra ritmi popolari rivisitati con grande raffinatezza e ballate medioevali sapientemente restituite all’orecchio moderno, questo musicista - che ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare - restituiva al territorio la vibrazione della storia, dell’antropologia, della fatica e della gioia: le tracce di inquietudini e trasformazioni che hanno segnato per secoli un territorio fra i più interessanti e laboriosi dell’Italia centro-settentrionale. Il suo violino era molto più di un semplice mezzo di intrattenimento: era uno strumento di ricerca mai accademico, mai noioso, che trasportava con naturalezza l’ascoltatore dalla conoscenza alla narrazione, dalla leggenda alla fiaba. Raffaele amava appassionatamente questi luoghi e aveva deciso, sin da giovanissimo di dedicare ad essi la propria vocazione artistica. Non per una scelta a tavolino, ma per adesione consapevole al proprio destino, anzi, al proprio daimon: un termine che si addice alla sua persona in modo assolutamente speciale. La presenza artistica di Raffaele, per chi sapesse coglierla nel profondo, era il passaggio di un folletto a volte birichino, a volte inaspettatamente serio e posato: perchè il genius loci rappresenta la vita, e proprio per questo, pur senza farci sentire tristi, non può mai barare sul dolore. Ecco perché nei lazzi di ogni folletto, figura eternamente giovane, e tanto amata dai bambini, c'è sempre una nascosta saggezza e una venatura di malinconia.

Raffaele amava la poesia. Alla Libreria Ecumenica di Milano, sotto la sapiente regia di Carlo Riva, tradusse in musica i versi di molti di noi. Non ha mai chiesto nulla in cambio: sembrava ripagato dal semplice gesto di costruire bellezza e di donarla. In un mondo ormai incapace di gesti generosi e spesso svilito da mercimoni di vario tipo, il suo modo di realizzare cultura rappresenta un raro esempio di gratuità. Credo dovremo imparare da questi esempi: fare semplicemente la nostra parte, per restituire ai luoghi che amiamo la loro anima e impedire che muoiano nell'indifferenza, nel degrado dell'ambiente e dei valori".

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Coro " AUDITE NOVA" - MARIO GIACOBBONI  - Direttore artistico ELISABETH NOSOTTI - Presidente

"A nome mio e della presidente di AuditeNova desidero ricordare il caro Raffaele che è stato presenza fondamentale nel collaborare con noi in più di una occasione. Ricordiamo in particolare il bellissimo concerto nell’Abbazia di Rivalta Scrivia e la nostra presenza nelle importanti giornate dedicate al canto popolare tenutesi a Milano nel 2019 al Teatro No’hma a da lui organizzate.

Da qualche tempo si stava progettando con Raffaele la possibilità di una sorta di “matrimonio” tra la musica antica e la musica popolare, connubio ardito, certo, ma non privo di fascino e anche di  qualche base storica.

Purtroppo non ci è stato possibile. A noi spetta ora di ricordarlo come valido musicista e divulgatore di una tradizione che rischia ogni giorno di essere dimenticata. Amava definirsi un cantastorie, e davvero lo era perché trasmetteva col suo violino e la sua voce tutto l’entusiasmo che nasceva in lui nel valorizzare e dare sempre nuova vitalità ai testi e alle melodie proposte. Non ultimo abbiamo apprezzato il suo impegno di scrupoloso ricercatore nel campo a lui così caro della musica e della tradizione popolare. Appoggeremo sicuramente le iniziative del vostro comitato che di volta in volta ci farete conoscere, e ci troveremo sempre favorevoli verso tutte quelle che sorgeranno in ricordo di Raffaele.

Un caloroso saluto".

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GIULIO DE CAPITANI Ex Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia (2010 -2012)

"Posso testimoniare di persona il suo profondo amore per la cultura popolare storica, in particolare nella nostra Regione e del suo continuo e qualificato impegno di ricercatore e divulgatore di ogni testimonianza degna di essere tramandata; un impegno non sempre riconosciuto e premiato, a mio parere, come avrebbe dovuto essere, considerata le molteplici attività che Lo hanno visto protagonista per tanti anni.

Mi complimento quindi per l’iniziativa, con l’auspicio che possa fornire lo spunto ad altri operatori nel raccogliere il testimone di RAFFAELE: sarebbe un ulteriore riconoscimento alla Sua passione".

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LUCIANO CARMINATIPresidente Associazione culturale di Baghet

"Come Presidente dell’Associazione culturale il Baghèt esprimo la mia grande soddisfazione per questa iniziativa che riconosce alla grande figura di Raffaele Nobile il merito di essere stato un grande studioso ricercatore oltre che musicista Folck.

Riconoscere il suo prezioso contributo alle tradizioni popolari è un dovere delle istituzioni ed un’occasione per lasciare un segno concreto alle nuove generazioni.

Il tempo non mi ha consentito di approfondire la nostra amicizia culturale e musicale ma ne ho potuto apprezzare la sua passione e umanità".

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ADRIANO ARLENGHI - Associazione Culturale, Villaggio di Esteban e sue iniziative  

"Raffaele con il suo violino. Da consumato attore sale su di una sedia e la musica riscalda. Siamo dentro una cascina antica attorno al paesino di Remondo'. Un paio di stanze ed un mucchio di tartine che si guardano attorno stranite. Fuori il fuoco di un falò magico scalda i volti degli amici. Tempo sospeso. Eppure le note di una ballata popolare hanno il potere di cambiare gli sguardi. Raffaele Nobile, cantastorie, violinista, personaggio atipico, di professione incantatore di folle, dispensatore di parole magiche, spargitore di nebbie celtiche. Raffaele è stato a Mortara molte volte, lo ricordo in una notte intensa di primavera di un lustro fa, mentre prendeva la testa di un piccolo corteo di curiosi radunati in Piazza del Teatro da una una associazione culturale locale. Portandosi appresso tutti i convenuti, giovani, vecchi e ragazzi, li guidava con le note del suo violino.

Milano al Grechetto 

Raffaele ha fatto lunghe ricerche storiche e, tanto per non uscire dalla tradizione, ogni anno compie il cammino celtico. Ad un certo punto riconosce di avere speso troppe parole. Tace, afferra il violino, lo stringe a sé con amore, lo coccola come si fa con un bambino capriccioso, regala ai presenti una canzone classica: Donna lombarda...per un'ora e passa si alternano le voci e note. Poi il cantore delle classi subalterne, all'improvviso, citando Gramsci, decide che è tardi e che è il tempo di uscire di scena".

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ROBERTO SILVESTRI - Giornalista e critico cinematografico italiano, scrittore

"Raffaele ed io non abbiamo avuto lunghe frequentazioni, solo sporadici incontri, quasi casuali, in istrada, luogo canonico di un cantastorie.

Perché questo era Raffaele, un artista che regalava cultura, musica, simpatia e allegria nelle strade.

Sempre sorridente e disponibile, quando lo incontravi cavava il suo violino e un paio di canzoni te le donava; in questo atto si condensava il suo amore per la musica e la sua voglia di distribuire gioia e spensieratezza.

 Ma Raffaele era anche altro; colto musicologo, studioso, ricercatore di musica popolare, scrittore. Ho potuto apprezzarlo e comprendere il suo spessore conversando di musica popolare, lui esperto sapiente e io modesto amatore.

Credo che in questa apparente dicotomia ci sia la sua grandezza, la concezione di una cultura che non deve essere solo fardello dell’erudito ma deve diventare pane per tutti.

Sostengo la proposta di dedicargli una strada o di intitolargli una struttura pubblica; Raffaele se lo meritava e noi ce lo meritiamo".

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DARIO GUERINI - Docente presso Università Bocconi , assessore a Bergamo, membro Circolo Filologico Milanese, fondatore "Il Cavaliere Giallo" che raggruppa diversi interessi artistici (fotografia, musica, disegno, pittura, architettura, scultura)

"Ci eravamo rivisti in ottobre a Milano, eri pieno di progetti, i tuoi progetti,  quelli di altri tempi, che ancora incantano grandi e bambini dagli occhi semplici e affamati di magiche fantasie. I tuoi palcoscenici erano scampoli di periferia dove con il tuo inseparabile violino facevi rivivere personaggi immaginari e reali della tradizione popolare europea e della grande prateria narrativa e sociale. Un eroe solitario contro l’imperversare della stupidità e della violenza della TV e dei social. Raccontavi carnevali esilaranti, folletti dispettosi, l’acero che parla, la festa da ballo dei diavoli, la musica magica del re degli elfi, la storia del figlio del re d’Irlanda, gli strani accompagnatori di Martino, storie del vino, danze rituali pagane e gighe scatenate, guitti della commedia dell’arte, suonatori ambulanti allegri e disperati. Restano i tuoi tanti libri e le immagini dove appari in tutta la tua superba timidezza. Conserverò caro il ritratto che ci hanno scattato nell’ultimo incontro. Mi mancherai caro Raffaele, mancherai al bambino che c’è in me e ai bambini che hai fatto sognare e che ancora avresti potuto incantare.

Che tristezza però, anche gli angeli se ne vanno. Voghera deve molto a questo suo cittadino. Lunga vita al Comitato".

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ANTICA CREDENZA DI SANT'AMBROGIO - Il Presidente e i Consiglieri

"Come violinista, molti e graditi sono stati i suoi interventi, sia nell’ambito del nostro Concorso di prosa e poesia nelle lingue lombarde il 7 dicembre, Sant’Ambrogio, sia nell’annuale celebrazione della “Panerada”, il 23 aprile, San Giorgio. Raffaele aveva appena finito di collaborare con il nostro Socio linguista Pier Luigi Crola con una traduzione in vogherese di un sonetto di Carlo Porta. Ci piacerebbe ricordarlo, a partire dal prossimo concorso di poesia e prosa “Prima che vègna nott”, con una sezione a lui intitolata, riservata alla musica e alle canzoni delle nostre parlate lombarde. Mancheranno a tutti noi la sua competenza di etnomusicologo e ricercatore appassionato e coinvolgente, e soprattutto la sua maestria mista a contagioso entusiasmo, con la quale volteggiava insieme con il suo violino.

Farà bene la sua (nostra) Voghera a dedicargli una via o piuttosto un giardino, a ricordo dei suoi appassionati racconti sui "folletti del bosco" e sulla cultura celtica. Per noi tutti sarà un'occasione in più per visitarla e rendere così omaggio a Raffaele e alla città che lo ha generato, ispirato e coltivato perché desse così tanti frutti ".

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ELISABETTALibreria Ticinum - Voghera

“Raffaele era una persona che frequentava spesso la mia libreria. Era un uomo discreto, entrava durante le presentazioni, ascoltava, parlava con gli amici e poi se ne andava sempre in punta di piedi accanto alla sua compagna. L’ho invitato alcune volte a suonare nella mia libreria e quando poteva lo faceva sempre con generosità, per gli amici scrittori che so accompagnava sempre in giro per librerie e festival di poesia. Portava in giro la sua musica come i musici del medioevo, una musica colta, popolare mai banale. Ho conservato i suoi libricini autoprodotti che mi portava in libreria. Sono un documento prezioso della sua poesia.”

 37 - Marina Mojana Storica dell'Arte e
MARINA MOJANA - Eikonos Eikonosarte, storica d'arte antica, collabora all'attività didattica e culturale del Museo Poldi Pezzoli,
giornalista, scrittrice.

"Il mio ricordo di Raffaele è piccolo, ma molto preciso. Ci siamo incontrati poche volte nel corso degli anni, sempre in occasione di inaugurazione di mostre da me curate a Milano. Quello che fece scattare la mia curiosità fu soprattutto la sua passione per il mondo celtico (che intrigava anche me), con le sue danze popolari e i suoi cantastorie. Mi spedì con estrema gentilezza il pdf del suo racconto “I Celti del Nord Italia e la fondazione di Milano” e mi dispiace di avere scoperto troppo tardi che era un musicista di talento e salvava ancora la nostra bellissima tradizione padana cantando storie con il suo violino!".

 38 Casa delle Artiste Vincenza Pezzuto.
VINCENZA PEZZUTOLa Casa Delle Artiste - Gestione Casa Museo Alda Merini

"Come non appoggiare questa iniziativa?! Oltre ad essere un bravo musicista, un appassionato studioso, un artista motivato e generoso, Raffaele era un’anima bella, una persona gentile, disponibile, riconoscente. Sì, riconoscente, per ogni momento, per il più piccolo spazio in cui poteva condividere e donare le emozioni della sua musica. È attraverso il dono del proprio talento che un artista sprigiona quella magia che ci colpisce al petto, al cuore, alla mente e ci fa ricordare che cosa siamo e cosa vogliamo essere. L’Arte è questo, è quell’attimo che ci riporta all’essenza. Conservo il suono del suo violino teneramente nel mio cuore.

Credo sinceramente che Raffaele Nobile meriti di essere ricordato. Ha lasciato traccia in quanti l’hanno conosciuto, in me".

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ANDREA MANGINI - Referente Biblioteca Gallaratese

"Conobbi Raffaele Nobile nel corso di un festival organizzato alla Biblioteca Chiesa Rossa di Milano.

Dal lì è cominciata una proficua collaborazione che ha portato nella biblioteca Gallaratese, di cui sono referente responsabile, una serie di importati eventi per diffondere la conoscenza della storia locale, della musica, delle tradizioni e della poesia popolari.

L’attività di Raffaele ha contribuito al rilancio della biblioteca dopo un lungo periodo di chiusura per lavori. Insieme abbiamo visto il numero di persone presenti aumentare iniziativa dopo iniziativa.

La quantità e la qualità dei suoi interventi sono stati di grande aiuto per arricchire il nostro palinsesto e renderlo sempre più appetibile.

Ricordo una sala davvero gremita in occasione di un incontro sui Celti, riproposto per due anni consecutivi e una serata dedicata alla musica di Verdi della quale conservo uno speciale ricordo.

La sua grande disponibilità e la capacità di reagire prontamente per assecondare le richieste del pubblico sono state parte integrante della proposta di Raffaele".

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ANGELA DONNA - Poetessa e scrittrice, vicepresidente Associazione culturale Due Fiumi di Torino

"Ho conosciuto Raffaele Nobile soltanto lo scorso settembre alla Merenda Poetica di Rivarone (AL). Vi partecipavo in quanto poetessa invitata dall’organizzatrice. Subito con lui scattò il feeling, mi conquistò con le sue musiche e il suo tratto aperto e gioviale. Ci scambiammo le email e i numeri di cellulare così mi inviò una sua ricca documentazione che ho trasmesso alla mia Associazione Commercianti che organizza gli eventi in Borgo Dora, al Balon mercato delle pulci e Gran Balon mercato dell’antiquariato perché volevo che lo invitassero in tema di tradizioni popolari.

Devo dire che la notizia della sua morte improvvisa mi ha lasciato un “vuoto strano” in quanto inaspettato e limitante la mia impossibilità di intrecciare con lui un bel rapporto d’amicizia e un interessante scambio culturale".

Sono contenta che abbiate pensato di dedicargli uno spazio nella sua/vostra comunità e spero che l’amministrazione vi esaudisca. Tenetemi informata sugli sviluppi.

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